Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/126

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Capìtolo xii.


BATTISTERO, CHIESA, CIMITERO!


Pisa, Battistero, Chiesa e Cimitero, e poi il campanile che suona; o suonava una volta.

Le alte mura merlate, severe, nere, in questa parte remota di Pisa, si piègano a gòmito e sembrano recìngere il confine di un mondo.

Battistero, Chiesa, Cimitero e la campana che chiama; tutto è marmo bianco, su cui è passata la mano giallina del tempo: un color di cera, un color di alabastro, come la mano dei vècchi e dei morti: tutto un ricamo aèreo sul verde del prato!

Io vi giunsi sul vèspero luminoso di un giorno di festa, e, per buona ventura, quell’àngolo un po’ fuori di mano di Pisa, era deserto: cioè proprio deserto, no.