Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/14

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x Prefazione

un’eco di risposta interiore. Disse che vi trovava alcun nòbile ritmo.

E così l’anno seguente, che fu il 1914, mandai il manoscritto all’amico Giovanni Cena, che dirigeva — morto anche lui! — la Nuova Antologia.

Cena mi consigliò molti tagli o mutilazioni per quelle ragioni di scrùpolo, che, dal più al meno, si impòngono ai direttori delle Riviste, in generale; poi, in particolare, mi consigliò di smèttere con le impressioni dei miei vagabondaggi.

Così, in proporzioni ridotte, il libro uscì nei nùmeri del gennaio e del febbraio 1915 della Nuova Antologia.

Ma un po’ per la Guerra, un po’ per quelle parole di Cena, io non pensavo più a questo mio lavoro, quando nel 1916 mi sorprese un «artìcolo»1 di Giovanni Papini —, che allora non conoscevo di persona —, dove mostrava di essersi accorto di questo mio Viàggio, anzi diceva al pùblico: «Come? non vi siete accorti?». Confesso che le parole di Papini fècero sussultare le ùltime corde del pianoforte della vanità: che non è mai fracassato abbastanza sì che non mandi

  1. Resto del Carlino, 6 gennaio 1916.