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132 viàggio d’un pòvero letterato


Perchè ho preso questo deserto pìccolo treno che da Sarzana va a Parma?

Non lo so. So che sono padrone di tutta la prima classe. Oh, verdi valli della Magra dalle cilestrine acque, dai tranquilli gorghi! che nostalgia di solitùdine, di pure acque, di profondi boschi, di paesàggio con poca gente! Ma dopo due ore che il treno saliva, mi venne in mènte che, poi, avrebbe cominciato a scèndere.

Così avvenne che mi trovai a terra.

— Guardi che il treno parte sùbito.

— Rimango.

Fu per tale ragione che sono disceso a Borgotaro, luogo deserto fra i monti. Ma dove è Borgotaro? È lontano dalla stazione. Deserto e solitùdine là dove io ero. Ma cosa fare lì? Forse che noi siamo come il pàssero, che non si può staccare dagli uòmini omicidi?



Il paese di Borgotaro si disegna a corona, distante circa un chilòmetro dalla stazione. Un nastro di strada, larga,