Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/165

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xiv. - Pècore e uòmini 149

rah! Evviva! Si congràtulano della loro rispettiva salute e di quella dei loro pòpoli, e poi comùnicano ai pòpoli questo messàggio che col patrocìnio dell’Onnipotente la pace è assicurata. In secondo luogo, e a mia memòria, i ciambellani dei re dìcono ai pòpoli: l’accordo è perfetto. E allora speriamo bene!

V’è chi trova che il sistema dei re è molto costoso, e un po’ fuori di moda. Ma tutto è costoso! Anche la Giustìzia è costosa, eppure è necessària; non perchè essa possa fare giustìzia, ma per rèndere meno intolleràbile l’Ingiustìzia. E così si può dire dei re. Essi — come dice San Paolo — sono la Provvidenza dei pòpoli. Il perìcolo che presèntano i re è forse questo, che uno di essi vòglia ròmpere tutte le altre teste coronate dei cugini re, e assicurare così la pace senza l’aiuto dell’Onnipotente. Aboliamo allora i re. Ma chi garantisce che i pòpoli si vògliano bene? I pòpoli si àmano o sono, come la matèria, repellenti?

Io non ne so nulla: io amo i pòpoli con lo stesso amore con cui amo i re.

Non so perchè, a questo punto, vidi davanti a me, ròseo, beato, in toga càndida, seduto su la sèdia d’avòrio, Cèsare