Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/208

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Ma allorchè discese il vèspero, dopo il lungo merìggio, una luminosità cilestrina venne dal mare.

Riconobbi quella luce, ed essa riconobbe me; e ne stupii come di una carezza dell’infànzia.



Trovai una stanza in un albergo e mi addormentai di un greve sonno.