Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/214

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È ben tardi oramai. Il sole cade a piombo su le vie affocate. Perchè tutte le vie sono ora deserte? Tutta la gente è sparita. Io non mi ricordo più le vie: io mi sono smarrito fra il dèdalo delle vie. Vedo edifici nuovi che non riconosco più: edifici con mostruosi disegni di fiori, di sfingi, e serpi e leoni. No, non è nei quartieri nuovi, è nei vecchi pòveri quartieri che la mamma àbita. Queste, fra cui mi sono perso, sono le lùcide case degli arricchiti, coi grevi ornamenti.

Il sole è ardente, le vie deserte: un’enorme angòscia mi prende. Io ho smarrito la via. Io non mi ricordo più dove la mamma àbita. Ma dove? Ma dove? Dove sono le antiche pìccole case?

A quest’ora ella attende: la mensa è preparata, tutta càndida, con le vècchie care stovìglie: la mamma ha colato il brodo nella piccola pèntola. L’arrosto col rosmarino è su lo spiedo, è a buon punto. E il fuoco làngue. Ora il fuoco è spento sul focolare. L’ora è passata. Non mi aspetta più la mamma. Io corro,