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cricchiare dei brustolini; e i pepli bianchi non èrano altro che i corpetti delle lavandàie. Allora io ero un fanciullo come è il pòpolo, il quale non sente il dramma se non lo vede su la scena.

Oh, mio stupore, allora, per l’attrice Teresina Mariani! Era ella un’adolescente bionda che recitava la parte di Ofèlia e Fuoco al Convento, con un’ingenuità deliziosa.

Ricordo che mi fermai una volta a rimirarla lì, ad una tàvola del vicino caffè, mentre mangiava. «Màngia! La pàllida Ofelia màngia!»

«Sì, idiota, le pàllide Ofèlie màngiano, e qualche volta mangiano anche gli uòmini vivi.»

Poi Teresina Mariani impinguò; faceva su la scena le parti spudorate di cocotte. Poi, morta!

E perchè, dopo Teresina Mariani, mi balenò davanti la testa chiomata di Quìrico Filopanti?

Perchè dietro il Caffè dell’Arena, c’è la Piazza dell’otto Agosto, dove nel 1849 furono scacciati gli austrìaci. Quìrico Filopanti ogni anno, arringava il pòpolo. Rivedo una folla di pòpolo e, sopra la folla, l’àbito nero e la tuba di