Pagina:Pascoli - Canzoni di Re Enzio-La canzone del Carroccio, 1908.pdf/18

Da Wikisource.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Il custode dell’Arengo. 13


Vogliono il re. Dice Zuam Toso: «Andate!
Quando ero putto come voi, ben altro
io vidi! Vidi, grande, alto a cavallo,
l’imperatore dalla barba rossa.10
45Lì!» Gli occhi tondi vanno dietro al dito.
Egli solcava col suo grande aratro
le piazze e vie delle città romane:
seguiano il solco nugoli di corvi.
Più lungi è un crocchio di donzelle e donne;
50chinano gli occhi all’appressar del Toso.
E il Toso dice: «E quale di voi, donne,
quello ch’io vidi, potè qui vedere?
Santo Francesco11. Trito, macilento,
piccolo; in veste disusata e vile.
55Ma e’ parlò così soavemente,
che tutti quanti furono in Dio ratti.
— Niuno è sì grande, che gli sia promesso —
diceva — uno palagio pieno d’oro,
che non portasse un sacco di letame
               60per un aver sì grande! — »

Poi Zuam aggiunge: «Ed era quello il tempo
che Dio sgrollava la città partita,
piena d’invidia. Ed e’ parlò di pace,
Santo Francesco, e non facea guadagno.