Pagina:Pascoli - Traduzioni e riduzioni, 1923.djvu/210

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182 traduzioni e riduzioni

egli muoveva, segno d’odio immenso
e pieno d’un immenso odio, alla morte.
— “Muoia! Poc’anzi s’era noi bersaglio
del suo fucile! Muoia! E un cane! un birro!
un brigante! una spia!„
                                            Quando: “È mio babbo„
disse di tra la folla una vocina.
Fu come un raggio subito; si vide
un bimbo di se’ anni. I suoi braccìni
s’alzavano a pregare, a minacciare.
Era un sol grido intorno “Ammazza! Ammazza!„
e il bimbo si buttò tra le sue gambe
e le abbracciò, dicendo a lui: “Non voglio
che ti faccian del male E lo schiamazzo
cresceva: “Presto! È ora di finirla!
A morte il birro!„ Alle campane a stormo
rispondeva con cupa eco il cannone.
Era piena la via d’uomini truci
che gridavano: “A morte!„ E il fanciullino
loro gridò: “Ma è mio babbo, ho detto!„
Disse una: “È un bel bambino Un’altra
gli domandò: “Quant’anni ci hai, piccino?„.
“Non fate male al babbo„ egli rispose.
Qualche sguardo alla terra era già fisso,
e qualche pugno già tenea men forte
il prigioniero. Un arrabbiato, forse
il più feroce, disse al bimbo: “Scappa!
Vattene!„ — “Dove?„ — “A casa„ — “Per che fare?„
— “Da tua madre„ — “Sua madre„ disse il padre
“è morta„ — “Dunque non ha più che voi?„
— “Che c’entra?„ disse il prigioniero, e calmo
scaldava in seno quelle due manine.
E diceva al figliuolo: — “Maddalena...
tu capisci?„ — “La nostra casigliana?„.