Pagina:Pastorale 18 agosto 1871 (Ghilardi).djvu/6

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
4
 
 


potranno ricavarne abbondante materia dall’Enciclica del S. Padre che terrà dietro a questa Nostra Pastorale, non che dalla Nostra Notificanza e lettera Pastorale pel Giubileo pontificale (*).

I motivi più pressanti per indurre e Clero e popolo a corrispondere al Nostro appello, Ci pare che s’abbiano a desumere:

1. Dall’eccelsa qualifica di Vicario di Gesù Cristo, e dalla sublime dignità, e supremo potere, di cui per autorità divina il Papa è investito.

2. Dall’aver egli il Supremo Gerarca corrisposto perfettamente alla sua provvidenziale elezione, sostenendo decorosamente una tanta dignità, ed esercitando con nobile fermezza il suo così sublime potere.

3. Dal vero mistico martirio, che continuamente ed eroicamente soffrì per mantenersi fedele all’alta sua missione.


(*) Non possiamo trattenerci dallo spiegare un pensiero, che per sè solo potrebbe bastare a dar materia ad un discorso sulla eccelsa dignità, grandezza ed importanza somma del Papato; ed è che il Papa, qual Vicario di di Gesù Cristo può dire in senso accomodatizio con lui: Ego sum via, veritas et vita.

Via, perchè come capo visibile della Chiesa ha il sublime incarico di segnare la via del cielo, e di tutti guidare i fedeli al porto della salute: e chiunque non è col Papa è perduto: Qui non est mecum contra me est; et qui non congregat mecum, di spargit ( ).

Verità, perchè il Papa è sulla terra il solo uomo infallibile nell’insegnamento di ciò che si deve credere ed operare al conseguimento della eterna salute; e questo è ora dogma di fede definito dal Vaticano Concilio.

Può dirsi finalmente essere il Papa la vita, inquantochè è la fonte della giurisdizione sul corpo mistico della Chiesa e sul corpo reale di Gesù Cristo; dimodochè cessando di esservi il Papa non vi sarebbero più Vescovi che solo da lui sono creati, cessando i Vescovi non vi sarebbero più sacerdoti, nè vi sarebbe più Gesù Cristo sui nostri altari, ed avrebbe così finito di sussistere la Chiesa; ed è perciò che il gran dottore S. Ambrogio ebbe a dire: Ubi Petrus, ibi Ecclesia.

(*) Matt. 12, 30.