Pagina:Pavese - Romanzi Vol. 2, Einaudi, 1961.djvu/55

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risolta, promettente, perdonabile. Con Cate avevamo riparlato di Gallo, del suo vocione malinconico, della gente di allora. Quel che di nuovo c’era al mondo quella sera, cancellava durezze, rancori, difese. Quasi di nulla ci si vergognava. Potevamo parlare.

Cate scherzando non credeva al mio amore furioso per Anna Maria. - Doveva essere una furba, - mi disse, - di quelle che si fanno desiderare. Perché non vi siete sposati?

- Non mi ha voluto.

Corrugò la fronte. - Sei tu che non l’hai voluta, - disse. — Gliel’hai fatto capire. Perché non avrebbe dovuto sposarti?

- Ero troppo furioso. La volevo sposare per sfuggirle di mano. Non c’era altro modo.

- Vedi dunque. Sei tu. Non sei capace a voler bene.

- Cate, - le dissi, - Anna Maria era ricca e viziosa. Di chi fa il bagno tutti i giorni non fidarti. Ha un altro sangue. È gente che gode diverso da noi. Sono meglio i fascisti. Del resto, i fascisti li hanno messi su loro.

- Sai queste cose? - disse Cate sorridendo.

- Se Anna Maria avesse un figlio e l’avesse chiamato Corrado, scapperei come il vento.

Cate tacque, sempre allegra, corrugando la fronte.

- Dimmi, Cate, sei sicura che Dino...

Eravamo soli, tra le case, in attesa del tram. C’era di nuovo, per quella via Nizza, solamente qua e là un caseggiato rotto, come un buco in una gengiva. Le presi la mano.

- No, - lei mi disse. - Non c’è bisogno che fai finta. Non siamo più come una volta. Che cosa t’importa se Dino è tuo figlio? Se fosse tuo figlio mi vorresti sposare. Ma non ci si sposa per questo. Anche me vuoi sposarmi per liberarti di qualcosa. Non pensarci -. Mi strinse il bavero, carezzandomi. Mi guardò sorridendo. - Te l’ho già detto. Sta’ tranquillo. Non è tuo figlio. Sei contento?

— Non ci credo, Cate, - borbottai sulle sue dita. - Se tu fossi al mio posto, che faresti?

- Lascerei correre, - mi disse allegra. - Chi c’è più che voglia un figlio ai nostri tempi?

— Scema.

Cate arrossì e mi serrò il braccio.

- No, hai ragione. Ti caverei gli occhi. Butterei tutto in aria.

Ma sono sua mamma, Corrado.


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