Pagina:Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana I.pdf/321

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capitolo sesto 313

ciato in mezzo all’urto delle passioni suscitate dalla lotta fatale tra l’Italia e il Papato. Ma l’assassinio di lui, se pure fu l’effetto dell’odio nazionale o non piuttosto d’altra più nera vendetta, dee considerarsi come opera indipendente di una volontà individuale, trasportata da falsi ed appassionati giudizi, e come accidente esteriore alle condizioni preesistenti e al corso necessario della questione italiana; nè ciò importa responsabilità collettiva di popolo, nè offre titolo alcuno di riprovazione contro le idee e i fatti politici che si svolsero, da poi, per leggo naturale dell’antagonismo tra la Nazione e il Papato.

«Sarebbe egli giusto, perchè la protesta dell’Inghilterra contro la reazione religiosa e politica di Carlo I, accendendo l’animo fanatico di Felton a pensieri di violenza, spinse costui a torre la vita al Duca di Buckingham siccome a nemico del suo paese,

    Webb Probyn, L’Italia dalla caduta di Napoleone I all’anno 1892, traduzione autorizzata, Firenze, Barbèra, 1892, cap. VII, pag. 105 e seg.; A. Dechamps, Eugène Cavaignac Lacroix et Verboekhoven, 1870, tomo II, parte II, cap. VI, pag. 118 e seg; Taxile Delord, Histoire du second Empire (1848-1869), Paris, Germer Bailliére, 1869, cap. IV, pag. 145 e seg.; F. F. Perrens, op. cit.; A. De La Forge, op. cit; C. De Mazade, art. cit.; J. Zeller, Pie IX et Victor Emmanuel, Paris, Didier et Cie, 1879, cap. IV pag. 114 e seg.; H. Martin, Daniel Manin cit., lib. III, pag. 215: G. De Puynode, art. cit.; G. Boglietti, art. cit.; H. Baudrillart, art. cit.; e, ultimo, fra quelli da me veduti, l’operoso, amoroso e inteligentissimo storico e raccoglitore di materiali della storia del risorgimento italiano, C. Tivaroni, L’Italia durante il dominio austriaco, Torino, L. Roux e C., tomo II, L’Italia Centrale, 1893, pag. 948 e seg., e nel tomo III, L’Italia Meridionale, parte X, pag. 577 e seg.

       Fra i contemporanei e posteriori storici solo in parte ammettono la impopolarità del Bossi, ma, ad ogni modo, ne fanno ricadere tutta la colpa non su lui e sugli errori della sua politica, ma sulla iniquità dei demagoghi e dei rivoluzionari suoi avversari A. D’Amelio, La rivoluzione romana al giudizio deql’imparziali, Napoli, società della Biblioteca cattolica, 1859, lib I, cap. XII; G. Spada, Storia cit, vol. II, cap. XVIII; D’Arlincourt, Italie rouge cit., cap. IX, pag. 128 e seg.; A. Balleydier, Histoire cit., vol. I, pag. 175 e seg; G. De Bréval, Mazzini giudicato da se stesso e dai suoi, traduz. di F. Giuntini, Firenze, Sansone Coen, 1853, cap. V, pagina 97 e seg.; Beaumont-Vassy, Histoire des Etats européens depuis le Congrès de Vienne, Etats italiens, Paris, Amyot, 1850, cap. XXV, pag. 351 e seg; M. O. D’Haussonville, op. cit., vol. II, pag. 187 e seg.; F. Fernandez De Cordova, Mis memorias intimas, Madrid, successori De Ribadeneyra, 1889, tomo III, cap. VIII, pag. 211; A. E. Cheubuliez, art. cit. del 1849; A. De Broglie, art. cit.; C. Bon-Compagni, Introduzione e Discorso cit.; O. Raggi, Prefazione cit.; A. Courtois. art cit.; E. Renaudin, art. cit.; J. Garnier, art. cit.; R. Bonfadini, art. cit.; D. Silvagni, La Corte e la società romana cit., vol. III, pag. 613 e seg.; e H. D’Ideville, opera citata qua a lá, in molti luoghi, ma specie nei due ultimi capitoli.