Pagina:Pensieri e discorsi.djvu/128

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116 pensieri e discorsi

portuna) a interpretare le parole d’un nostro sacro libro in un modo affatto nuovo. Siamo costretti a pensare che quel libro contiene la verità, sì, ma una verità che cambia col tempo, che va interpretata secondo i progressi delle altre umane conoscenze: verità che era vera a un modo per Dante, a un altro per noi, omiciattoli che non siamo Dante. Siamo costretti a sofisticare con tuoi colori, o scienza, gli ingenui prodotti della fede. Siamo costretti a prendere in prestito da Crookes le fotografie degli spiriti immateriali e materializzati, per rinforzare la vecchia metafisica: a far la riprova con un tavolino che gira, della sublime visione di Ezechiele1. Oh! tu sei fallita, o scienza: ed è bene: ma sii maledetta, che hai rischiato di far fallire anche l’altra! La felicità, tu non l’hai data, e non la potevi dare: ebbene, se non distrutta, hai attenuata, oscurata, amareggiata quella che ci dava la fede.



V.


Vero! Ma di chi la colpa? Non della scienza, ma della poesia. E qui, contro questa recisa affermazione, si pronunziano nomi e si riferiscono fatti, con sicura

  1. Lo spiritismo, interpretato nel modo metafisico, distruggerebbe le religioni rivelate, perchè la rivelazione è di misteri incomprensibili e rende perciò necessaria la virtù fondamentale della fede. La quale è di “cose non parventi„, che se invece appariscono, non c’è più fede, e se non c’è fede, non ha più luogo rivelazione e religione.
     Vi pare? Di Gesù Cristo la discesa e predicazione sarebbe stata superflua! Un tavolino parlerebbe meglio e più del figlio di Dio!