Pagina:Pensieri e discorsi.djvu/142

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130 pensieri e discorsi

sul piano erboso e lucente della piazza: ogni oggetto si poteva distinguere, quasi come di giorno„. Di lì a poco Ambrogio suona a stormo: “Ton, ton, ton, ton: i contadini balzarono a sedere sul letto: i giovinetti, sdraiati sul fienile, tendon l’orecchio, si rizzano. Cos’è? Cos’è? Campana a martello! fuoco? ladri? banditi? Molte donne consigliano, pregano i mariti, di non moversi, di lasciar correre gli altri: alcuni s’alzano e vanno alla finestra: i poltroni, come se si arrendessero alle preghiere, ritornan sotto: i più curiosi e più bravi scendono a prender le forche e gli schioppi per correre al rumore: altri stanno a vedere„. Intanto i bravi si erano mossi dalla capanna delle streghe. Il Griso “si mise in testa un cappellaccio, sulle spalle un sanrocchino di tela incerata, sparso di conchiglie; prese un bordone da pellegrino, disse: — andiamo da bravi: zitti e attenti agli ordini — , s’incamminò il primo, gli altri dietro„. Nella casetta non trovano la lepre; “non c’è nessuno. Torna indietro, va all’uscio di scala, guarda, porge l’orecchio: solitudine e silenzio„. Poi “il Griso sale adagio adagio, bestemmiando in cuor suo ogni scalino che scricchiolasse, ogni passo di que’ mascalzoni che facesse rumore... Si metton tutti, con men cautela, a guardare, a tastare per ogni canto, buttan sottosopra la casa. Mentre costoro sono in tali faccende, i due che fan la guardia all’uscio di strada, sentono un calpestìo di passini frettolosi, che s’avvicinano in fretta... il calpestìo si ferma appunto all’uscio... Menico mette il piede dentro, in gran sospetto, e si sente a un punto acchiappar per le braccia... Zitto! o sei morto. Lui invece caccia un urlo„. Ebbene? Ebbene, queste avventure del paesello innominato