Pagina:Pensieri e discorsi.djvu/237

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l’avvento 225

l’enorme abuso, o uso che è lo stesso, di morte per guerre e supplizi, che fu fatto anche dopo, anche in quella rivoluzione che proclamò i diritti dell’uomo, anche e specialmente (o antica stolidezza bestiale!) in essa, anche e specialmente dopo, anche ai nostri giorni, e per opera del popolo che si diceva sino a due o tre anni fa il più civile dei popoli; ebbene dopo tutto quello strazio di vite d’uomini, noi riconosciamo che in tanto il genere degli uomini si è spostato di qualche grado verso la sua integrazione. L’ultima forma della croce, la forca, va scomparendo: in Italia (o eterni bestemmiatori dell’umile Italia, ricordatelo!) non c’è più: altrove s’appiatta. E a me giova insistere su questo punto, a preferenza d’altri che pur mostrano il progresso dell’umanità: perchè l’umanità più difficilmente crede doversi affermare in faccia a quella che è bestialità, ossia il delitto! Perchè, dobbiamo noi, si dice, rispettare le bestie feroci? Quel tale, che ha appena qualche segno d’uomo e ne ha tanti di fiera, lo sguardo, il pelame, gli zigomi, la fronte, il cranio, o che so io, è fuori dell’umanità. Ebbene se noi troviamo che l’umanità s’esercita anche verso codesti, noi dobbiamo credere, o sperare, che sia già ben grande, e che abbracci tutti gli uomini, se già s’estende anche alle bestie.

E questo è certissimo. Lasciamo da parte le legislazioni le quali sono pure il prodotto e l’indice delle singole civiltà, e consultiamo la nostra coscienza. Chi di noi non ha sentito un morso di vergogna nel leggere il supplizio dell’assassino del Presidente Mac Kinley? Chi non si è detto: O che Volta ha inventata la pila per sostituire la corda e la mannaia? L’elettricità che deve essere l’anima del lavoro umano,