Pagina:Pensieri e discorsi.djvu/59

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il fanciullino 47

fanciulli, dato che in nessuni manchino, in pochi però prestano ascolto. E sai quali sono questi pochi? Sono generalmente poeti. Cioè il loro fanciullo, o ti sta a sentire solo perchè anch’esso canta e vuol sapere se tu canti meglio o peggio di lui, o standoti a sentire finisce con cantare anche lui. E che succede? Succede che un giorno o l’altro comincia a fare il tuo verso. Prima fa solo qualche nota, poi qualche battuta, infine tutta la tua canzone. E allora? Allora diventa tuo imitatore. Ebbene? Ebbene l’imitatore è un debitore; e il debitore, presto o tardi, parlerà male del creditore. E così, anche di quei pochi, molti si sottrarranno dal dir le tue lodi, per assicurar le loro. E la tua gloriola o non nascerà o intisicherà appena nata.



XVII.


Ma poi ti sentiresti d’accettarla codesta gloriola? Sai com’ella nasce. Nasce in generale dalla affermazione tua stessa. È pensiero giustissimo del nostro Leopardi: “La via forse più diretta di acquistar fama, è di affermare e con sicurezza e pertinacia, e in quanti più modi è possibile, di averla acquistata„ 1. E altrove: “Rara è nel nostro secolo quella persona lodata generalmente, le cui lodi non siano cominciate dalla propria bocca... Chi vuole innalzarsi, quantunque per virtù vera, dia bando alla modestia 2„. E tu, fanciullo, vorresti che io da una seggiola o da un palco mi mettessi a gridar le tue lodi o affermare

  1. Pensiero LX.
  2. Pensiero XXIV.