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108 MARIO RAPISARDI

giorno augurato dai veggenti, sognato dai poeti, affrettato dai martiri; nè più la Ragione dell’uomo dovrà piegare la fronte luminosa innanzi alla forza brutale delle armi!


                            fraternamente
Come spiriti andran gli uomini lieti
D’una soave egualità: non servi
Più, nè tiranni; oppressi ed oppressori
Non più!

Possa questo vaticinio del divino Shelley suonare come condanna alla sua vecchia patria, alla


            strega del Tamigi, che si nutre di colpe,
Che muta in oro il sangue dell’India e insegna il dritto
Con la fame in Irlanda, con le bombe in Egitto;

e che, non contenta di sì nobili geste, osa porre il piede sul collo della patria gloriosa di Camoens e di Cabral; ma non impunemente: ogni anima umana lo spera.

Viriate spezzerà la pietra del sepolcro, e l’eroico Portogallo risorgerà!


II.


La Pace fra le nazioni sarà un bel sogno, finchè ci si crogioli nella beata speranza di poterla ottenere a via di arbitrati e di confederazioni fra gli stati Europei quali sono costituiti al presente. Una pace così ottenuta sarebbe il riconoscimento e quasi la santificazione degli errori, dei privilegi, dei delitti su cui la tirannide borghese è fondata.