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PENSIERI E GIUDIZI 53

vinetto ha confidato i suoi più secreti pensieri. I suoi versi, che non sempre corrispondono alle regole del buon gusto, sono risonanze di un mondo lontano, echi di abissi e di cieli, susurri di esseri a noi sconosciuti, drammatici conflitti fra la carne e lo spirito; non lusingano sempre le nostre orecchie, ma riescono sempre a svegliare nel nostro spirito le immagini inconsistenti del sogno, la voce addormentata della coscienza, le ansie paurose del gran mistero.

Il pubblico affaccendato non si accorge di lui; egli non si accorge del pubblico, affaccendato com’è a rincorrere l’ombra sua, a raggiungere l’orizzonte ideale. Se tenesse in conto alcuno la fama, potrebbe dire con amarezza: — Son passato, e non mi hanno veduto; ho parlato e non mi hanno udito — . Quanti sono gli artisti che non ripetono sul tramonto questa dolorosa parola?


XVIII. 1

maggio 1907.

Nel folle arrabattarsi di tante vanità che paiono persone, in sì ciarlatanesco sciorinamento di ciarpame rinfronzolito, Salvatore Farina rimane al sentimento e al giudizio di quanti non han perduto il gusto della pura bellezza una delle più sincere coscienze di uomo e di artista. Conforte-

  1. Per le onoranze a S. Farina, in Roma.