Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/105

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     Il Lago di Caldonazzo non discosto da Pergine, dopo il Garda è il più ampio del Trentino. Si, estende per 4500 metri in lunghezza e 1300 in larghezza. A occidente di quest’ilare bacino sorgono le rovinose creste della Marzola vestite alle falde di castagneti che l’acqua riflette capovolti. Dintorno poggi, val loncelli, clivi o lame secondo l’ossatura dei monti vicini che gradatamente si sfondano nell’orizzonte. Fra il lago di Levico e quello di Caldonazzo sorge il colle di Tenna, al sommo del quale si vuole che a’tempi de’ Romani giacesse una ròcca, e che per di là passasse la strada militare, traendone argomento dalle vestigia scoperte sotto terra di antichissime costruzioni. Sulle rovine di questo forte si costruirono poi abitazioni di coloni che mano a mano composero il villaggio di Tenna. Dal lago di Caldonazzo sgorga la Brenta che corre al mar tacita e bruna. L’ antico castello di Cal donazzo è una delle più pittoresche rovine che coro- nano i colli della Valsugana, e si eleva in seno a un boschetto sopra il villaggio dello stesso nome, la cui origine è segnata in un documento dell’anno 1201. Sulla sponda occidentale sta il paesello di Calceranica colla chiesa parrocchiale sita su d’una eminenza da dove si contempla la spaziosa prospettiva del lago. Più sotto v’è la chiesetta dedicata a S. Ermete, che credesi la più antica della Valsugana; fu prima un tempio pagano intitolato a Diana Antiochena, come lo prova una lapide romana murata nella stessa. Presso al lago di Caldonazzo havvi quello di Levico, e ad oriente del paese le rovine di Castel Selva, la cui origine si smarrisce nell’oscurità de’ tempi: lo troviamo accennato in un documento del 1180 sotto il vescovo Salomone di Trento. Fu splendidamente abbellito da Bernardo Clesio. Angelo Massarello segretario del Concilio parlando di questo luogo di delizie, c'informa che vi soggiorna-