Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/152

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saico, da congetturarsi essere stato questo l’antico piano della città.

Nella piazza a mezzodì del Duomo, in casa di Antonio Pizzini, nel ricomporre un muro cadente, alla profondità di metri 5.50 si dissotterrarono molte tombe a pareti di cotto, e coperte di pietra bianca contenenti scheletri umani d’una statura non comune a’tempi nostri, come lo indicava una mascella che addattata ad un capo voluminoso capiva comodamente la carnosa del vivo. Nelle dette tombe rinvenne armi di ferro che appena tocche si scomposero in minuti frammenti.

Un brano d’un coperchio di queste tombe coll’iscrizione Perini - Trento e suoi contorni, 1868 (page 152 crop).jpg fu consegnato al conte Giovanelli che lo murò nel corridoio al primo piano del Palazzo civico.

Nel 1854 scavando due cantine l’una all’altra sovraposte nell’edificio presso Piedicastello di Luigi Frizzi ove si fabbrica la birra, vicino alla via che mette in Buco di Vela, alla profondità di 3 metri si trovò il piano di un’antica via solido in modo che convenne minarlo per romperlo, e indicava la direzione da N. E. verso S. O. presso il colle Mirabel, probabilmente un residuo della prisca via romana Claudia Augusta, che scendeva sulla destra sponda dell’Adige lungo prata et praedia Romaniana. Alla profondità di 9 metri sotto alla stessa strada fu notato un pavimento di ciottoli porfirici, e su questo in un canto più pezzi di carbone consumato, ciocché persuade come sia esistita una via ancor più bassa della prima, e mancando in quel vasto tratto di scavo ogni vestigia di muro dobbiamo ritenere che ivi corresse una via.