Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/20

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numerosi caseggiati sparsi d’intorno. Le moli monumentali del castello e del Duomo, la incoronata torre di Piazza vecchia, le venerande mura di Teodorico, le molte cupole e le molte torri, gli anneriti palazzi che si alternano cogli edificii recenti compartiscono a Trento quel carattere che è proprio e distintivo delle vecchie città italiane. L’adornano i piacevoli ed ombreggiati viali del Fersina, di S. Bernardino, di S. Francesco, e vi si aggiunse il recente decoro di Piazza d’armi, che si presenta in forma di naturale anfiteatro circondato da ridenti ed eleganti casini, e da una graduata sovrapposizione di colli, di orti, di ameni ridotti, che nel complesso ci ricordano un non so che di giardino inglese. Dal lato opposto la fronteggiano molti edificii di fresca costruzione, che sono indizio della predilezione che gode quell’aperta postura arieggiata e salubre. Sorprendente è pure lo spettacolo che presenta l’orizzonte e il bacino di Trento nelle ore notturne al chiaror di luna, perchè illuminate da quella simpatica luce meglio impongono e più parlano alla mente le gravi e severe sembianze dei più cospicui monumenti di Trento, si medita agli anni che imbrunirono quelle illustri pareti, ai secoli cui sopravvissero illesi questi gioghi e queste balze che appunto al lume di luna più grandeggiano pel contrasto dell’ombra che nasconde le conche ed i burroni, mentre l’onda tranquilla dell’Adige s’inargenta e silenziosa si culla tra il fosco-verde dei campi. Al qual proposito qui piace il rammentare la magica scena notturna che si contempla in Piazza d'armi nella sera della solenne giornata di S. Vigilio, quando a mezzo di sparsi fuochi bengalici si coloriscono di varie tinte le colline, i casini, il castello, e propagandosi la luce di cosa in cosa sfuma e pallida si diffonde sui discosti dossi, e via per la vasta oscurità del cielo.