Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/28

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CHIESE DELLA CITTÀ DI TRENTO


La veneranda Cattedrale, il nostro Duomo, ove riposano le spoglie dei Principi Vescovi, che tutti risguardiamo qual Palladio della patria, sotto le cui vôlte si apersero tanti cuori invocando il Dio della Vittoria, il Salvatore delle pestilenze, il Consolatore de’ mesti, sorge tuttora incolume e adorno di maestosa canizie. Molti dissero di questo longevo monumento, ma a noi piace prescegliere il giudizio dell’illustre architetto Vantini, l’autore delimiterò di Brescia.

Questa Basilica presenta, nella sua elevazione esteriore, un monumento pregevolissimo dell’architettura italiana all’uscire del secolo XIII. Le cronache notano come sul finire del quarto secolo S. Vigilio vescovo fabbricasse una chiesa ai Santi Gervasio e Protasio, là dove al presente è il Duomo, e come per opera del di lui successore Eugippo un’altra se n’erigesse, o quella primitiva si ampliasse, perchè vi avessero sepoltura onorata le spoglie mortali del medesimo S. Vigilio.

Da queste prime memorie fin dopo il mille non conosciamo patrii documenti ne’ quali si faccia menzione di questa fabbrica. Siamo nompertanto nell’opinione, che, durante il dominio de’ Longobardi, essendo allora Trento residenza dei duchi, sorgesse qui un tempio di notevole cospicuità per assumere nome e decoro di chiesa cattedrale. Forte congettura di ciò sono, a parer no-