Pagina:Perini - Trento e suoi contorni, 1868.djvu/77

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questa chiesa in origine era pieve (plebis, parrocchia), e che in seguito divenne proprietà dei Benedettini di S. Lorenzo, de’ quali non si può accennare Abbate più antico di Lanfranco, ch’ebbe la conferma di quella proprietà da Papa Lucio III. Dal citato documento apparisce ancora che alla pieve di S. Apollinare apparteneva tutto quel tratto che da Piedicastello si distende fino a Romagnano (prata et praedia romaniana) e verso settentrione fino alla Vella.

Nel secolo XV per disposizione di Martino V questi beni dei Benedettini furono convertiti nella prebenda della Prepositura istituita dal medesimo pontefice nel Capitolo della nostra Cattedrale.

Abbelliscono tuttavia le pareti del tempio alcuni dipinti sul legno molto apprezzati dallo intelligente architetto A. Essenwein. In una sua dissertazione su questo tempietto encomia il sistema delle vôlte, e riprodusse illustrate con incisioni in legno le guarniture, i fregi e i capitelli. Riconosce molto merito di antichità e di scuola negli affreschi sulla facciata, e nota le proporzioni e le forme singolari del gigantesco S. Cristoforo. Nel 1760 in occasione che si alzò il pavimento della chiesa fu asportato nello interno della stessa un venerabile affresco rappresentante l’ imagine di Maria Vergine col bambino Gesù. Osservate quell’antico affresco e meditate quanti dei nostri predecessori confidarono a quella sacra reliquia risparmiata dal tempo i loro affanni, i loro voti, le loro speranze, quante spente generazioni benedissero quel bambino, e poi sentirete che vi piove qualche cosa di dolce nel cuore. Arde perenne davanti un lumicino acceso dalla Fede dei devoti, che traggono da lontani paesi a compiere il loro voto. Aceresce la religiosa commozione l’antichità di quelle pareti, la solitudine del luogo, il melanconico silenzio che vi circonda lo confesso di sentirmi più edificato avanti