| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| 14 |
quello, e fabbricatone un altro in sito giudicato più opportuno, e appellatolo Anagni, da Anagnia, donde col sincopar la parola sia venuto il nome di Nan, e dal Castello di tal nome sia derivato il primo nome della Valle di Nan, ed in seguito della Valle di Non, cangiando la lettera a in o, come fanno nel loro linguaggio volgare i vicini Tedeschi. Popolatosi maggiormente il Paese convien credere, che all’opposta riva del Noce dal Castello di Vervò sia stata all’oriente aperta un’altra strada, e per sicurezza della medesima fabbricato altro Castello, detto Nan, venendo con ciò a perdersi la memoria dell’antico Castello di Vervò, del quale ora non rimangono nemmeno vestigia.
Qualcuno dirà, che questo è un puro sogno, non potendosi garantire con alcun documento: dico solo, che è meno strano di quello di coloro, che per iscansare il nome di Valle di Non, mettono Valle di Annone[1]. Che poi la Valle possa desumere il nome dal principale suo Castello, è cosa a noi troppo evidente abitando in una Provincia, che solo dopo il mille acquistò il nome di Tirolo per un Castello, così detto sopra Merano, in cui abitarono i Signori del Paese. Posto sia stata realizzata questa mia opinione, avremmo già qualche cosa di rimarchevole dell’oscuro tempo de’ Goti, qual è l’erezione d’un principale Castello, e la mutazione del nome della Valle, da Anagnia, o Anaunia, come prima appellavasi, detta indi Valle di Nan, poi Non, senza aver bisogno di ricorrere a’ fatti della Rezia, onde pescare qualche patria notizia.
Il regno de’ Goti venne a cadere alla metà del seguente secolo per varie vittorie riportate sopra di loro da Belisario, e poi da Narsete Generali dell’Imperadore Giustiniano. Ma non tardò molto l’Italia a passare sotto il giogo d’altri conquistatori, che furono i Longobardi. Paolo Diacono vuole, che il nome di Longobardi sia venuto dalle lunghe barbe, che avevano uso di portare, tolto dal linguaggio tedesco, dove lang significa lungo, e bart barba. Questa opinione, sebbene riprovata da alcuni, che li credono così chiamati dalle lunghe aste, o dal nome del lor Paese, è però seguita dal Cluverio, dal Grozio, e da altri. Si credono originarj de’ contorni dell’Elba, e del Mar Baltico, già prima calati nella Pannonia, o nel Norico per invito dell’Imperadore Greco in suo sussidio contro i Goti. A loro però si unirono tutti i bisognosi, e vogliosi di cambiare paese delle varie provincie della Germania, e dell’Ungheria, e formatone un numerosissimo esercito sotto la condotta del Re Alboino nel 569 calarono dalla parte del Friuli, e s’impadronirono di Venezia, e l’anno seguente anche di Trento, e stesero largamente le loro conquiste. Ad Alboino successe Clefo, e dopo la morte di questo avvenuta l’anno 575, attesa la piccola età di Autari di lui figlio, i Longobardi crearono trentasei Duchi, li posero nelle principali città, dove comandavano con autorità sovrana,
- ↑ Si può credere, che si scriverne A-none, ed indi congiunta la lettera fosse venuto Anone.