Pagina:Pertusati Teodoro Della scienza e di Cesare Beccaria 1870.djvu/13

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saggio intendimento medita Montesquieu sullo spirito delle leggi. Mette egli in chiaro quanto, e come diversamente, operino sull’uomo le varietà di sue condizioni fisiche e morali; reputa quindi non esser buone le leggi se non sieno conformi all’indole de’ popoli pei quali vengono promulgate; aspira alla libertà, ma indaga i modi coi quali ce ne rendiamo degni, invoca la giustizia nel nome della scienza, e la scienza fa sacra nel nome dell’umanità. G. G. Rosseau s’accorda con Obbes in questo che la socialità abbia per fondamento un contratto, ma la sovranità inalienabile ed indivisibile ripone nel popolo; ha fede nella giustizia che da Dio si parte 1; nella legge, impero del popolo sovra il popolo; nella bontà del governo di cui fa manifesta prova l’aumento della popolazione2. Per tal maniera la scienza filosofica del diritto poneva immutabile il suo fondamento, e nella varietà delle ricerche e delle opinioni disponeva gli intelletti a profonda riflessione, affinché il giure pubblico ed il privato traessero legge dall’umana natura.

Così, con rapidi cenni, io vi esposi come avessero principio le più salutari riforme della scienza. Se non che dal concepire all’operare corre sempre nello cose umane gran tratto, ed a porre in azione i consigli de’ pensatori tanto più si procede a rilento quanto più i mutamenti che debbonsi recare offendono gravi interessi, e lottano contro abitudini antiche. Pertanto

  1. Contr. soc. Liv. II. ch. VI.
  2. Op. cit. passim