Pagina:Petrarca - Il mio segreto, Venezia, 1839.djvu/19

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FRANCESCO PETRARCA


Al POSTERI SALUTE1.


Avrai forse inteso dire alcana cosa di me; avvegnachè è da dubitare che un nome, quale è il mio piccolo ed oscuro, sia mai per giungere a lontani luoghi ed a tempi avvenire. E chi sa, se allora non ti prendesse vaghezza di conoscere qual uomo io mi sia stato, o come fossero accolte le opere mie; quelle principalmente di cui t'avrà parlato la fama, ovvero delle altre che di minor conto, appena ti saranno conosciute dal titolo. E rispetto la prima cosa; in guisa affatto diversa la penseranno gli uomini de’ fatti miei; perchè ciascuno parla, non secondo ragione, ma secondo il proprio talento; e la lode ed il biasimo trasvanno ogni giusto confine. Certo anch’io mi fui uno del vostro gregge; mortale omicciatolo, non

  1. Stimammo che in cambio delle usate biografie, tornasse meglio il dar tradotta questa lettera, in cui lo stesso Petrarca ne racconta la sua vita. A compimento della quale soggiungeremo soltanto, ch'egli chiuse i suoi giorni nell'amena villetta d'Arquà che aveva a proprie spese edificata il 18 luglio del 1374.