Pagina:Petrarca - Il mio segreto, Venezia, 1839.djvu/25

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

15

Ma quando io stava per istringer la penna, finì infelicemente i suoi giorni, cui avrebbe potuto chiudere gloriosi dinanza l'ara di Pietro, e in propria casa. Perchè, o quei che gli successero se ne rimanevano a Roma, ed a lui durava la gloria dell’opera pia; o se ne dipartivano, e di lume tanto più vivo si sarebbe adornata la sua virtù, quanto maggiore sarebbe apparsa la colpa degli altri. Ma troppo lunghi e fuor di proposito sarebbero adesso i miei lamenti. Ivi adunque, sulle sponde di quel fiume, ove può moltissimo il vento, passai sotto i miei genitori la infanzia, e appresso col giogo al collo delle mie vanità, tutta la giovinezza; non però così che non cercassi sovente altri paesi. Poichè in Carpentrasso, piccola città all'oriente d’Avignone e non molto da lei lontana, dimorai quattro anni interi, due de’ quali spesi in apprendere alcun poco di grammatica, di dialettica e di rettorica, per quanto l’età e quelle scuole lo comportavano; e qual capitale di scienza io v’acquistassi, potrai di per te farne stima, o lettore carissimo. E per altri quattro anni posi stanza in Monpellieri, a studiarvi la legge; quindi in Bologna, nella quale, fermatomi un triennio, udii tutto il corpo del gius civile, dando di me, come dissero, giovane ancora, grande speranza, se avessi durato nell’intrapreso cammino. Ma io,