Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/183

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Un rimedio contro i ciceroni 171

salva: io e mia moglie fuggiamo domattina per la disperazione.

- Oh sì! - sospirò la sua signora che soffriva di visceri e anche dell'Acqua di Nocera Umbra che l'amabile ostessa le avea fatto pagare centesimi settanta, puro prezzo di costo, diceva. Più tardi seppi che quel signore era un professore e allora mi spiegai l'acredine delle sue parole: i professori sono di solito bravissima gente, ma hanno la digestione difficile, e pare sempre che abbiano mangiato sostanze grevi ed acerbe.

Io la mattina, levatomi per tempissimo, con il sussidio della guida Treves, potei visitare tutto a mio bell'agio, tanto il convento, come la chiesa bassa, come la chiesa alta di San Francesco; passare ad una ad una le pitture giottesche, ammirare tutte le meraviglie di quell'edificio che è fortezza, monastero, tempio sopra posto a tempio, museo d'arte, unico nel suo genere al mondo e così noto, specialmente agli stranieri, che qui è inutile parlarne.

Non mancarono, è vero, le guide e i ciceroni e i sacrestani, ma io tenni loro press'a poco questo discorso:

- Permettano, di grazia, o signori, che per una prima impressione mi valga dei miei