Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/237

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i tre casi del signor avvocato 225

bile; ma lo sostenevano un paio di guanti ancora puliti e riposti ben bene nella tasca interna del soprabito, e poi un bastoncino di ebano vero con la testina d'avorio vero, proprio elegante.

Da due mesi cercava con molta perseveranza se non con eccessivo slancio, e non aveva trovato nulla. La massima evangelica pulsate et aperietur vobis, ottima per le porte dei cieli, era di scarsa efficacia per le porte degli uomini di Milano.

Ben è vero che la natura benigna gli aveva infiacchito un poco il cervello (un gran nervoso alla testa, diceva lui) così che più oramai non si accorgeva e non sentiva la irrisione delle promesse, la ipocrisia della pietà, l'insulto delle dure repulse.

Nel giudicare gli uomini era giunto a quel tal pessimismo, il quale, più tosto che un'evoluzione filosofica, segna l'ultimo grado di una ben esperimentata miseria. Si comincia in questi casi a credere non solo nell'innata malvagità del genere umano, ma nella iettatura, nella persecuzione, nella fatalità del destino etc.: cose assai brutte davvero, le quali forse sono un poco nella realtà, ma un po' anche in una specie di dolorosa debolezza che ha subito la molla del volere.