Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/249

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i tre casi del signor avvocato 237

di sospetto non sia rimasto appiccicato anche nell'animo dei buoni, come ho opinione che ella sia! Venga. - E lo prese per mano e lo condusse ad uno scrittoio che sollevò; e scoperse un grosso pacco di carte. Le cominciò prima a sfogliare, poi a leggere qua e là dando rilievo ai passi più notevoli. Era di fatti molta umana miseria cristallizzata, per mo' di dire come avviene del fossile, e condensata in forma di domande, di sussidi e di impieghi. Il nostro avvocato fu per ragioni di cortesia, cui non poteva sottrarsi, costretto a contemplare la sua vita rispecchiata variamente nella miseria degli altri: tutti ignoti ma tutti proscritti dal consorzio dei felici, e tutti affratellati con molta fame su la via dell'esiglio per questa valle mortale. L'abate noverò le domande di coloro che domandavano un ufficio: consigliò di fare egli pure la sua, promise che ne avrebbe tenuto conto alla prima occasione.

Poi si sedette ancora, e l'avvocato Semilli lo sentì parlare. Parlò o almeno gli parve che parlasse, dei mezzi e delle forze loro, che erano limitate, dell'empie sêtte che hanno distrutto patria, religione, morale, famiglia, che hanno sconvolto gli ordinamenti sociali come furono istituiti dalla natura e da Dio;