Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/265

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i tre casi del signor avvocato 253

anche a me da avvocato! È stato perchè nelle scuole non capivo mai quando ci va il segno sull’e e quando non ci va, una cosa maledetta! se non fosse stato quello, a quest'ora ero anch'io avvocato....

Semilli lo lasciò parlare nel suo meneghino sorridendo a pena, poi prese il cartoccio e si avviava verso la porta.

- Ma che senta, - disse il salumaio come persona che ha preso una decisione, - se non trova posto per adesso, che la resti qui da me! Se sa fare l'avvocato, saprà anche fare il ragioniere; dico bene? Ne cercavo uno io perchè la mia sorella, la Rosa, che teneva lei i libri, va fuori di Milano: da mangiare e da bere con noi e un paio di franchi al giorno non gli mancheranno mica!

L'avvocato Semilli non rispose, ma come un singhiozzo gli gonfiò il petto e risuonò lieve, ma penosamente nel silenzio del negozio.

Il ragazzone se ne accorse, saltò giù dal banco e - Che butti via subito quel lardo lì, - disse, e spingendolo a forza nel retro bottega, urlava in su per una scaletta a chiocciola:

- Ehi, Luigi, ehi, Rosa! ho trovato il ragioniere nuovo!