Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/277

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la bicicletta di ninì 265

talvolta disvela il vero delle occulte cose, provò una stretta al cuore e peggio fu quando per il piccolo viale che menava alla Villetta Rosa, non vide nè la moglie nè la madre.

La facciata della villetta su cui il sole tramontante e la luna sorgente stendevano vaghi e dolenti colori, avea un non so che d'abbandono.

Chiamò: nessuno rispose. Corse il viale del giardino, salì le scale, ed ecco gli si affacciò sul limitare la moglie.

- Cos'è? Ninì? - domandò con subita apprensione.

- No..., la nonna.

- Cos'ha fatto?

- S'è fatto male a una gamba, zitto...! - e così dicendo lo condusse nella stanza della signora.

- Ma cos'è stato, mamma? - domandò il pover'uomo, accostandosi al lettuccio, dove giaceva la signora con la gamba distesa e coperta.

- Caro figliuolo, lo sai tu cos'è stato? - rispose ella. - Le disgrazie vengono senza dir “bada„! Andavo per stendere un abitino di Ninì, che io avea smacchiato e sono caduta giù per le scale: Ecco cosa è stato.

La buona signora parlava assai pianamente,