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322 il cinabro rivelatore


Paolo allora fu costretto a dare prima tutte le spiegazioni: la signorina Irma non avea gran dote, anzi, forse, non aveva dote perchè avea molti fratelli e una sorellina: del resto famiglia onoratissima: il babbo consigliere di Prefettura, commendatore, patriotta: di Irma poi non ne parliamo.

Donna Felicita, per colmo di prudenza, volle scrivere una lunga lettera alla signorina Irma dicendo primum et ante omnia che la famiglia di Paolo lasciava liberissimo il giovane delle sue azioni, e che ella venendo a Parma non rivestiva nessuna veste nè ufficiale nè ufficiosa. Veniva non come zia, ma come buona amica di Paolo; ecco tutto.

La signorina Irma rispose alla sua volta con una lettera profumata di mammole dove le cortesie più squisite erano scritte nella più aristocratica e cuneiforme delle calligrafie. Però in mezzo alle fini espressioni di gentilezze la signorina Irma metteva bene in chiaro alcune circostanze di fatto: cioè che nè lei nè la sua famiglia avevano sollecitato in alcun modo l'onore di un matrimonio: che il babbo anzi aveva ceduto a malincuore per ragioni troppo lunghe a riferire, che infine il signor nipote era liberissimo di sciogliersi da ogni impegno anche dopo la data parola,