Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/35

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leuma e lia 23

O cervello settantenne
che le penne non hai ancor
per volare in alto in alto
e d’assalto conquistare un ideale,
o cervello fatto male,
ti saluto.... e sono ognor....

Ora è proprio vero che chi si è ubbriacato una volta tornerà ad ubbriacarsi ancora e chi dai primi anni si è abituato a vedere le cose del mondo con degli occhiali colorati, stenterà del tempo prima che possa riconoscere le proporzioni e i colori esatti. Per le anime sensibili e di vivace fantasia il collegio, credi, è una gran rovina!

Io, dopo aver visto tutte le mie illusioni infrangersi contro il muro di bronzo della realtà, dopo aver consumato anni, danaro, energie cercando di dare forma e corpo ai fantasmi del mio cervello, io fui ancora ripreso dal piacere di sognare e di imaginare.

Quei grandi occhi di Lia che mi guardavano attoniti, mi dicevano: “Noi siamo gli occhi di una fantastica piccola anima che è proprio simile all’anima tua quando avevi quindici anni: il piccolo corpo non regge a sostenere quest’anima!„

Allora fui vinto dalla voluttà malefica di svegliarla, eccitarla, quell’anima, proprio