Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/51

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leuma e lia 39

dice: «Dica un po': è perchè sono così brutta che lei è tanto sgarbato con me....? Sono brutta, mi dica proprio la verità, sono brutta....?»

Io dovetti scappar via quella sera per non fare e non dire una sciocchezza; ma per quanto mi stesse a cuore la pace e la salute di questa signorina, non potevo dimenticare me stesso che al giuoco inutile e pericoloso già ne soffrivo. Preparare il convito d'amore per l'ignoto amante qualsiasi che sarebbe venuto poi, non era divertente e nè meno molto lusinghiero pel mio amor proprio.

Il giorno dopo grandi recriminazioni; venne la mamma a dire che io avea detto a Lia che era brutta: non poteva esser vero; ma intanto avea pianto tutta la sera; avea detto che la si doveva lasciar morire prima, e tante altre cose tragiche al punto che il babbo quella sera si dimenticò persino di fumare la pipa.

Io, per mio conto, aspettavo un'occasione propizia per risolvere bellamente una condizione di cose tutt'altro che chiare, anzi che si andavano imbrogliando di giorno in giorno: e l'occasione venne con il venir della primavera; Lia era stanca di star qui, di vedere sempre quei pioppi, quei passeri, quel giar-