Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/61

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leuma e lia 49


lo portate via, se no muoio.„ E glie lo abbiamo dovuto lasciare, sa?

E noi, imagini con che cuore, si stava in pena, e si guardava pian piano dal buco della serratura; lei in letto con la testa giù, e vicino una cosettina che si muoveva che pareva, sa? uno di quei piccoli gattini: stavan lì tutto il giorno tutti e due, soli; non si sentiva un sospiro. Lei dirà che è stata un'imprudenza, che lei si è ammalata, che il bambino ha sofferto? Macchè! Ha fatto i suoi quaranta giorni di letto e poi si è alzata, e poi lo vede? ha patito il piccino? ha patito lei? proprio vero come dice nostro genero, lui lo dice in latino ed io glielo dirò in italiano: “Va ben dietro alla natura e non sbaglierai mai e poi mai.„ Va bene così?

Astese assicurò la perfetta trascrizione del passo; e, senza volerlo, venne a sapere tante cose: intanto che il suocero e la suocera avevano una grande stima di Leuma, anzi che tutto il paese

avea Leuma in grande riputazione, che Leuma avea rimesso in piedi l'azienda domestica del commercio del legname — e con che anima, e con che spirito! che se voleva essere sindaco dipendeva da lui. — Se quest'inverno non è avvenuta una rivoluzione in paese, tutt'il merito è di Leuma.

Panzini. 4