Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/97

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il cuore del passero 85


Eppure, che fremito di libertà quel giorno....! Che impazienza lagrimosa di uscire da quel chiostro, di prendere la vita come si afferra una vergine donna, di berla, di goderla quella vita che, finalmente, ci si affacciava a diciotto anni!

*


E come me, gli altri. O pure fronti giovanili, o vivaci pupille! Molte, ora, sono spente e gran mora di terra le ricopre: molte, ora, sono curve sotto il lavoro maledetto.

Ah, vecchio e savio maestro di filosofia, quel giorno che noi si andò a farci quel ritratto e si correva per le calli e su per i ponti, come un branco di selvaggi alla battaglia, ci seguivi anche tu, c'eri anche tu con noi, vecchio dalmata savio, e una lagrima cadde dalla tua pupilla, ma la tua parola non ne fece il commento: le tue parole non furono se non dolci per noi e piene di speranza. Ma la lagrima voleva dire: «anche su le vostre spalle sarà messo il basto, e chi non avrà il peso su le spalle lo avrà forse su la coscienza, che è peggio»; ma tu non ce l'hai detto. Tu ci guardavi melanconicamente nella nostra giovinezza, inconscia delle cose future, non