Pagina:Piccolo Mondo Antico (Fogazzaro).djvu/148

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144 parte ii - capitolo i

affari di dassio. Vuol aver sempre ragione, vuol darci lessione a me e al sedentario. Caccia fuori due occhiacci come se volesse mangiare la Ricevitoria. L’è che con me non c’è da fare il prepotente, se del resto....! Perchè sa di tutto, poi, questo sì. Sa di legge, sa di finansa, sa di musica, sa di fiori, sa di pesci, el diavol a quatter.»

«E lei?»

«Lei? Lei lei lei lei.... lei l’è ona gattamorgna ma se la cascia foeura i ong l’è pesg de lü; peggio! Lui quando va in collera diventa rosso e fa un baccano di mille lire; lei diventa pallida e dice insolense d’inferno. Adesso si dice, insolense io non ne tollero... ma insomma... mi capisce. Donna di talento, sa. La mia Peppina ci è innamorata. Donna che s'insinua dappertutto, poi. Tante volte quì a Oria invece di chiamare il dottore chiamano lei. Se in una famiglia questionano vanno da lei. Se ci vien il mal di pancia a una bestia domandano lei. I bagàj s’i a tira dree tücc. È magari buona, in carnevale, di fare i magatelli per loro. Sa, i burattini. E in pari tempo è un accidente che suona il cembalo, che sa il francese e il tedesco. Io per mia disgrassia non lo so, il tedesco, e sono andato da lei così delle volte per farmi spiegare carte tedesche che capitano in ufficio.»

«Ah, Lei ci va, in casa Maironi?»

«Sì, qualche volta, per questo.»

Veramente il bestione ci andava pure per farsi