Pagina:Piccolo Mondo Antico (Fogazzaro).djvu/439

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fantasmi 435

padrona al collo. Mentre si parlava con tanto interesse della bestia di casa egli pensava a Luisa stravolta, livida, come l’aveva vista la mattina quando s’era opposta come una forsennata, prima alla chiusura della bara, poi al trasporto, e quando nel cimitero, aveva gettato lei con le sue proprie mani la terra sulla sua bambina, dicendole d’aspettarla e che sarebbe presto discesa a giacer con lei e che quello doveva essere il loro paradiso.

Se si parlava con interesse del rognoso Friend, i fantasmi della bambina morta e della madre disperata erano però nella sala. Quando nessuno seppe più che dire del cane e vi ebbe un momento di silenzio, i due fantasmi squallidi furono uditi da tutti domandar che si parlasse di loro; e ciascuno li vide negli occhi della persona che li amava, la sorda Pasotti. Suo marito cercò subito una diversione, propose al signor Giacomo un problema di tarocchi. Uno scartante che ha tre cartine, tutte figure, una dama e due cavalli, e ha pure il matto, cosa deve fare? Scartare la dama e un cavallo o i due cavalli? Il signor Giacomo si mise a soffiare a tutto vapore, gonfiando le gote rosse e il cravattone bianco: «Apff! No, controlore gentilissimo, no, La me dispensa. Da le dame no digo ma dai cavai mi son sta sempre lontan. Apff!». Gli altri tarocchisti raccolsero in fretta il problema, i fantasmi non furono più uditi e ciascuno respirò.

Erano le nove. Alle nove, di solito, il cameriere entrava con due candele accese e apparecchiava il