Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/140

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Urbino1 = In quella parte dell’Appennino, vicino alla quale sopra degli altri s’inalza il monte di Carpegna, nascono da due fonti non molto lontani fra loro due fiumi, l’uno è Metauro, che scendendo alla destra mano di Urbino bagnando Castel Durante, e Fossombrone va a scaricarsi nell’Adriatico non lungi dalla Città di Fano. L’altro Isauro, o Pisauro, che oggi con voce corrotta dicesi Foglia che presa la strada verso la sinistra, radendo le mura della Cittè di Pesaro da otto miglia lontano dalla foce del Metauro sbocca nello stesso Golfo. Tra questi due fiumi dunque nel mezzo quasi fra loro in guisa d’isola sopra alto, e rilevato colle fu edificata la nostra Città = Riporta inoltre il Muratori2 la seguente lapide, in cui leggesi VRVINAT MAT. ed asserisce, che esisteva nella Cattedrale di essa Città, e che da lui fu tolta dalle schede Farnesiane, e Capponiane.

IMP. CAESARI C. VIBIO
AFFINIO. GALLO. VELDVM
NIANO. VOLUSIANO. PIO
FELICI. AVG. PONT. MAX.
TRIB. POT. II. COS. VRVINAT.
MAT. DEVOTI. NVMINI
MAIESTATIQVE EIVS
DEC. DEC. PUB.

Il Colucci, che non nega questa lapide, dubita, se esistesse veramente in Urbino, e se sian vere le schede Farnesiane. Allora, replico, dubiteremo di tutto, e nulla crederemo, se non l’osserveremo cogli occhi nostri. Si noti, che in questa, e nelle altre lapidi riportate dal Grutero, e dal Muratori trovasi VRVINATIVM non per l’affinità grande delle due lettere V e B, come pensa il Colucci, ma perchè nella decadenza della lingua latina non solamente si tralasciavano ne’ vocaboli


  1. p. 39.
  2. p. CCLIII.