Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/184

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quello, che insegnò loro a nodrirsi di ghiande, come di un cibo più sano, e più delicato delle erbe..... Ad ingentilire tal razza di gente n’ebbero l’onore l’Egitto, e la Fenicia.

È costante opinione degli eruditi, e fra essi del Mazzocchi1, del Federici2, di Antonio della Torre di Rezzonico 3, e di tanti altri, che i Cananei essendo venuti in Italia chiamarono le bocche del Po col nome di sette mari, che lasciarono il lor nome alle fosse Filistine nominate da Plinio: inde ostia plena carbonaria, ac fassiones Philistinae, quod alii Tartarum vocant. Presso a Colfiorito vi fu la Città di Plestia, ed il lago Plestino, e Balbo ad Interamna Picena dà il soprannome di Palestina. Dionisio di Alicarnasso ci avverte, che i Romani scrivevano da principio con quegli stessi caratteri, di cui si servirono i greci più antichi. Con essi fu scritta una Colonna di bronzo eretta da Servio Tullio, di cui il citato autore così parla: mansit eadem columna ad meam usque aetatem, litterarumque formas habuit, quibus olim Graecia usa est 4. Colla forma di queste antichissime lettere greche trovansi segnate le monete appartenenti a Siculi, ed agli antichi Itali secondo il Bianconi. I caratteri presenti latini altro non sono, che greci. Prisciano ci testifica, che le lettere antiche latine erano sedici di numero, come appunto eran sedici di numero quelle, che Cadmo dalla Fenicia portò nella grecìa. L’opinione universale delle persone colte della Sicilia è, che esse discendano dà Fenicii, come può osservarsi in Filippo Paruta sopra i Siculi, e Sicani, e nel Castelli principe di Torremozza sopra l’antichità delle Medaglie Siciliane Tavol. 96: e 100. Se dunque nel luogo, da cui vennero i Siculi, e dove dimorarono, si osservano vestigii apertissimi de’ Fenicii: se nella Dalmazia, nella Sicilia secondo lo Scotti, sono stati trovati molti cadaveri giganteschi: se


  1. Antiq. Haeb. part. 2. p. 354.
  2. Hystor. Pomposae p. 23.
  3. Tom. 2. p. 47.
  4. Lib. 4.