Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/186

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Sed haec poetica opinentur esse figmenta, et Pici patrem Stercen potius fuisse asseverent, a quo peritissimo agricola inventum ferunt, ut fimo animalium agri foecundarentur, quod ab ejus nomine Stercus est dictum: hunc quidam Stercutium vocatum ferunt. Qualibet autem ex causa eum Saturnum appellare voluerint, certe tamen hunc Stercen, sive Stercutium merito agricolturae fecerunt Deum. Picum quoque similiter eius filium in talium Deorum numerum receperunt, quem praeclarum augurem, et belligeratorem fuisse asserunt. Picus Faunum genuit, Laurentum Regem secundum: etiam iste Deus illis vel est, vel fuit. Hos ante Trojanum bellum divinos honores mortuis hominibus detulerunt.

Se il mio sistema non piacque al sig. Canonico Peruzzi fu in parte adottato, ed in parte contraddetto dal Sig. Canonico Baluffi in quella Dissertazione intitolata dei Siculi, e della fondazione di Ancona. Mi rincresce dover replicare a questo dotto mio Amico, ma sono necessitato, perchè il difendersi è un dritto di natura. Negando egli, che i Siculi furono Greco-Fenicii sostiene, che furono Greco-Enotrii, ed afferma1, che il mio piano è un mistero archeologico assolutamente incognito a tutti i Classici. Se il mio piano è un mistero, perchè niuno de’ Classici considerò i Siculi per Greco-fenicii: ancora il suo è un mistero, perchè niuno de’ classici li considerò per Greco-enotrii. Se io merito perciò censura, egli la merita al par di me, perchè stabilì un sistema incognito, come feci io. Ma se egli inferisce il suo da un passo di Antioco di Senofane riportato da Dionisio, come si protesta2: io pure l’inferisco da’ più passi di autori classici, che riportai. Se i Siculi sono per lui Greco-enotrii, io gli soggiungo, che in tal caso sono gredo-fenicii, perchè alcuni Cananei fuggendo dalla terra promessa si portarono nella Grecia, si confusero cogli abitanti, e fecero tutto un


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