Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/20

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Thusci sunt cognominati. Gli Umbri dunque erano i possessori della Toscana. Questi furono fugati da’ Pelasgi, e questi da’ Lidi conosciuti sotto il nome di Tirreni da Tirreno loro Re, e poscia sotto il nome di Toschi dalla maniera, che tenevano nel far i sacrificj. Questi Toschi, che diedero il loro nome alla Toscana, debellarono trecento Città: tercenta eorum oppida Thusci debellasse reperiuntur1. A quali popoli le tolsero? Se della Toscana, essendo prima stati cacciati gli Umbri, erano Padroni i Pelasgi, dunque i Lidi le tolsero ai Pelasgi, e non agli Umbri. Se le città tolte furono trecento, convenne dunque, che anche la Gallia, ed il Piceno formassero porzione del dominio de’ Pelasgi, e degli Umbri, perchè la sola Etruria, ed Umbria, non poteva formare tal numero di paesi. Dunque Plinio stesso ci viene a dire, che i Pelasgi occuparono il Piceno, e l’Agro Gallico. Quando dunque i Pelasgi cacciati gli Umbri s’imposessarono della nostra Provincia, allora essa perdette il nome di Umbria, ed assunse quello di Pelasga o di Asilia da Aso loro Rè secondo Silio.

Questi Umbri, e questi Pelasgi furono cacciati dalla provincia da’ Toscani: umbri illos expulere, hos Etruria. Il Catalani, il Colucci, il Vecchietti, e tutti moderni antiquarii non vogliono riconoscere nel Piceno il dominio etrusco, e si scagliano contro il Guarnacci. Non si può dubitare poi, che questi non abitarono nell’Agro Gallico, perchè Plinio lo dice chiaramente, perchè in Gubbio si sono ritrovate monete, vasi, ed altre antichità etrusche, perchè in Pesaro si rinvennero due patere, i disegni delle quali l’Olivieri mandò al Gori, che le pubblicò2. Sono fatte di terra di color di loto nericcio, di cui s’ignora in quel territorio la cava, e sono di tal durezza, che sembrano di ferro. In una di queste patere si osserva una mezza figura di Donna, e ventitre lettere etrusche incise, e per disteso vi si legge


  1. Lib. 3. c. 141
  2. Mus. Etrus. T. XII. e XIII.