Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/26

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le ricavò da esso la sua geografia1: qua in re præfari necessarium, auctorem nos divum Augustum secuturos, descriptionemque ub eo factam Italiæ totius in regiones XI. Secondo questa la Gallia perdette il nome di Piceno, ed assunse il nome di Gallia Togata, come ci accerta Plinio: ab Ancona Gallica ora incipit Togatæ Galliæ cognomine, perchè fu compresa nella sesta Regione composta dall’Umbria, e dall’Agro Gallico, secondo il detto2: hinc sexta regio Umbriam complexa, Agrumque Gallicum circa Ariminum; e perciò Strabone, e Tolomeo annoverano nell’Umbria le Città galliche. Fu chiamata Gallia Togata per distinguerla dalla Gallia Comata, e dalla Gallia subalpina, e si disse Togata dalla Toga, veste propria dei Romani conceduta a’ popoli, che l’abitarono, come associati alla cittadinanza Romana, secondo Marziale.

Gallia Romanæ nomine dicta togæ.

e vero che col nome di Togata fu chiamato anche quella Gallia, che i Romani tolsero in appresso a’ Galli Boj. Ma saviamente il Sigonio3 crede, che la Gallia Senonia fu la prima ad averlo, perchè prima dell’altra ricevette i Cittadini, ed i costumi de’ Romani coll’uso della Toga. Il di lei nome fu comunicato in appresso a quelle terre, che i Romani tolsero a’ Galli Boj, e che confinavano con quelle de’ Senoni.

Il ripartimento di Augusto non istette lungo tempo ad essere sottoposto alle variazioni. L’Imperadore Adriano cangiò forma di governo in tutta l’Italia. Ripartendola in quattro parti ne diede il comando a quattro consolari, ed a ciascuno assegnò una parte, come ce ne accerta Sparziano4: quatuor consulares per omnem Italiam judices constituit. Allora o poco dopo la Gallia Togata perdette affatto tal nome, e ripigliò quello di Piceno, come chiaramente si rileva da quella legge diretta nell’anno 313 di Cristo al Corre-


  1. Lib. 3. c. 5.
  2. Lib. 3. c. 14.
  3. De antiq. Jur. Ital. lib. 1. c.
  4. cap. 22