Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/78

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dell’edizione di Bassano. Il B. Pietro Martire dell’Ordine de’ Minori, la di cui festa si celebra li 29. Agosto, quivi parimente trasse i natali, e S. Niccolò uno de’ sette Frati Minori martirizzati da’ Saraceni nella Città di Septa nella Mauritania li 10 Ottobre 1221 dichiarati Martiri da Leone X. È tempo però di parlare di Alba, che era la Città piu vicina a Sentino



CAPITOLO V.


Città di Alba.


Di una Città del Piceno Annonario non solamente ignota al Cluverio, ed a tutti i moderni antiquarii, e Geografi, ma sino al Colucci, che impiegò quindici vasti volumi per trattare delle Antichità Picene, ed al P. Cimarelli, che fece la Storia della Gallia Senonia, presentemente mi accingo a parlare ripetendo quelle cose, che dissi in una mia lettera diretta al Sig. Conte D. Giovanni Sabbioni Canonico Penitenziere della Metropolitana di Fermo, e bibliotecario della libraria pubblica di detta Città. È vero, che fu nominata dal Cellario, ma però in confuso, e nulla seppe precisare, come può osservarsi nelle seguenti di lui parole: tandem et Alba in Piceno a Procopio memoratur1 circa urbem albam in Picenis sitam. Balbus ibidem2 Albensis ager locis variis limitibus intercesivis est adsignatus. Si Albam ad Fucinum lacum intellexit, Piceni fines nimium laxos habuisse oportet, e null’altro dice. Gli autori Marchegiani, che nominarono Alba, furono secondo il Nintoma3 alcuni Cronisti Fabrianesi, che la situarono in Albacina Castello di Fabriano indotti dalla somiglianza del nome, e dal non trovarsi Alba in altra parte del Piceno. Il Lili li seguitò, ed il Turchi4 lo confuta, e crede, che Al-----

  1. Lib. 2. Goth. c. VII.
  2. P. 120.
  3. Let. 3.
  4. De Eccl. Camerin. p. 5.