Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/80

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mici le convenzioni fatte, finchè vedesse, che eran quieti. Se mirasse, che rompevano la triegua, piombasse all’improvviso con tutto il suo esercito nel Piceno, invadesse tutti i luoghi di tale provincia, e colla prestezza nell’opprimere gl’inmici la sua venuta prevenisse la fama; mentre era noto, che in quelle parti erano pochi i Goti, militando tutti sotto Vittige contro Roma, e che vi eran rimaste soltanto le donne con i ragazzi. Procurasse con tutta diligenza, di ridur tutti quanti in servitù, e di saccheggiar tutto: ma si guardasse di non portar danno a sudditi dell’impero. Se poi fosse giunto in qualche Città popolata, o ben fortificata, tentasse con tutto lo sforzo di ridurla in suo potere: che avendo espugnato un forte, corresse subito ad invaderne un’altro, e che per quanto gli fosse possibile non si lasciasse dietro alle spalle alcuna Città inespugnata ..... Avendo Belisario ingiunte tali cose a Giovanni, lo fece partire col suo esercito = Siegue a dire Procopio, che rotta la triegua, Giovanni si partì da Alba, ed inondò il Piceno, e lo mise a ferro, ed a fuoco nell’anno 537. Le crudeltà, che commise, furon quelle, che gli fecero dare il soprannome di Sanguinario da alcuni Autori. Disfece l’esercito di Ulitheo, Zio di Vittige, lo uccise, prese Aterno, ed Ortona, ed avendosi lasciato dietro Osimo, ad Urbino Città ben guarnite contro gli ordini di Belisario, s’impadronì di Rimini, in cui fu assediato da’ Goti, e sarebbe ivi perito, se non gli fosse stato dato soccorso contro i suoi meriti. La risoluzione di ajutarlo fu fatta in Fermo, ove Belisario, e Narsete avevan posti i quartieri d’inverno. Ma non mandando l’Imperadore Giustiniano rinforzi a Belisario, i Goti s’impadronirono di nuovo dell’Italia, e Totila assediò Ascoli, e Fermo, e le espugno.

Nè solamente Procopio ricorda Alba, ma ancora Appiano Alessandrino, e da esso si rileva, che fu vicino a Sentino. Ecco le di lui parole.1 „Il princi-----

  1. De bel Civil. lib.