Pagina:Pietro Jacopo Fraticelli Delle Antiche carceri di Firenze denominate delle Stinche.djvu/26

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CAPITOLO VI.

Alcuni cenni sull’interno di quest’antico Edifizio.


Entrando per la Porticciuola, di cui abbiam parlato nel Cap. IV, e fatti pochi passi, si trovava un piccolo cortiletto, in una lunetta del quale vedevasi un’antica pittura, che rimontava certamente all’epoca della fabbrica di quelle Carceri, e che essendo non solamente tutta guasta e annerita, ma pur anche di nessun pregio, fu gettata a terra per dar luogo ai nuovi edifizj da erigersi. Questa rappresentava la Madonna assisa col bambino Gesu in braccio, ed avente da ambedue i lati tre figure di Sanie in piedi. Nello stesso cortiletto esisteva un Tabernacolo, con una dipintura, che si dice essere della scuola di Giotto, rappresentante S. Reparata in atto di benedire le insegne delle Milizie della Repubblica fiorentina, che vanno ad espugnare varj paesi; e questa conservasi tuttavia, perchè giudicata degna di esser conservata1.

  1. Non ho potuto esaminare da per me questa Pittura, essendo presentemente coperta da delle tavole, onde preservarla dal soffrir detrimento io occasione della demolizione di quest'edifizio; e perciò ho questo dovuto riportare quella descrizione, la quale mi è stata favorita. Nel momento peraltro che pongo sotto il torchio questo libretto giunge a mia notizia, che una persona di tali materie intelligente, avendo già veduto la suddetta pittura, sospetta che possa estere di quel Cennino Cennini da Colle di Val d’Elsa, del quale ci narra brevemente la vita il Baldinucci. Dalla data ex Carcere Stincarum apposta dal Cennini ad un trattato da lui scritto sull’arte della Pittura, si argomenta che egli stesse un tempo rinchiuso nelle Stinche, e che quindi potesse questi essere il dipintore di quel Tabernacolo. Ciò avrebbe dovuto succedere intorno al 1437.