Pagina:Pio IX - Lettera di Giuseppe Mazzini al clero italiano.djvu/4

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quell’accento d’amore suonò così nuovo e insolito sulle labbra d’un Papa, che l’Europa intiera fantasticò una seconda Era al Papato, e si strinse in ebbrezza d’entusiasmo ignota alla storia degli ultimi secoli intorno all’uomo che l’avea proferito. Oggi l’ammenda ai monarchi è pagata. Per ira di principe offeso e di pontefice pericolante, per avversione a ogni moto di popolo, per calunnie avventate contro i promotori di mutamenti, per querele impotenti gittate alla stampa, l’Enciclica dell’8 dicembre somiglia quella del 15 agosto 1832 segnata Gregorio XVI. Restituito, dall’armi delle Potenze Cattoliche, alla signoria delle terre romane, Pio IX si sdebita con esse, intimando, in nome della Chiesa, guerra ai popoli, a quei che vogliono migliorarne le sorti, alla stampa che li illumina, al socialismo e al comunismo ch’egli confonde in uno, quantunque il primo contradica filosoficamente al secondo. L’Enciclica è un atto, non d'iniziativa religiosa, ma di resistenza politica: resistenza tanto più visibilmente comandata dall’influenza principesca straniera, quanto meno son noti alle moltitudini e invocati dagli uomini della parte nazionale in Italia i vocaboli comunismo e socialismo che ricorrono frequenti nell’enciclica pontificia.

Lasciamo gli oltraggi indecorosi profusi nell’Enciclica ad uomini, dei quali il Papa approvava e promoveva le opinioni due anni addietro: lasciamo le accuse d’irreligione e di protestantismo vibrate con aperta malafede a pensatori che hanno combattuto in ogni loro scritto il materialismo del secolo XVIII, a militi che hanno combattuto le battaglie della patria colla croce sul petto, e col nome di Pio IX sul labbro — le triviali calunnie di ferocia, di saccheggio e d’espilazione a capi che tennero più mesi il potere, senza pronunciare una sola condanna di morte, e ripresero più poveri di prima la via dell’esilio — e la bassa, villana, inesplicabile ingiuria che noi, per rossore, non ripetiamo, avventata alle migliori tra le donne italiane, suore di carità dell’Italia risorta, da chi afferma in oggi con impudente menzogna essere stati i sacerdoti cacciati dal letto dei nostri feriti, mentre