Pagina:Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu/226

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“Il tempo mi stringe, m’incalza.... Ogni ora che mi lascio altrimenti sfuggire, è perduta: lo sento! Triste chi non ascolta a tempo questa voce sincera della nostra natura, chi chiude a lei gli orecchi per attendere ad altro. Solo il rimpianto allora riempirà il tremendo vuoto dell’estrema esistenza. Ah, tra quante menzogne si smarrisce, si perde il senso più spontaneo e naturale della vita! Io lo so, Marta! La sua catena è la mia. Ma è mai possibile che due anime, le nostre, fatte per intendersi, passino così sole per la vita, estranee l’una all’altra? Le vie della terra ci dividono, è vero: a ogni angolo, un cerbero alla porta, a cui si è pur troppo costretti a gittare, come offa, il cuore; ma altre vie trovano le anime per la loro comunione, sopra le comuni miserie, ove nessun fiotto fangoso arriva....„.

Marta si sentì stringere all’improvviso da una voglia angosciosa di piangere. Si ritrasse subito dal balcone con gli occhi pieni di lagrime e sedette, nascondendosi il volto con le mani.