Pagina:Pirandello - L'Esclusa, 1919.djvu/60

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piacenza, carezzando col pensiero quel desiderio suscitato, immaginando in uno sprazzo fuggevole un’altra vita, un altro amore.... Poi la vista delle cose attorno richiamava, ricomponeva la coscienza del proprio stato, dei proprii doveri; e tutto finiva lì!... Momenti! Non si sentiva forse ciascuno guizzar dentro, spesso, pensieri strani, quasi lampi di follia, pensieri inconseguenti, inconfessabili, come sorti da un’anima diversa da quella che normalmente ci riconosciamo? Poi quei guizzi si spengono, e ritorna l’ombra uggiosa o la calma luce consueta.

Ma chi, come lei, senza volerlo, senza sapere precisamente in qual modo, si fosse trovata presa, inviluppata in un intrico? Come, come mai davvero, dalla paurosa sorpresa nel vedersi buttare dall’Alvignani la prima lettera e dalla incertezza tormentosa sul partito da prendere per impedire che colui seguitasse, ella — onesta, onesta, figlia di gente onesta — era potuta man mano arrivare fino a quel punto, senza alcun sospetto? Ah, quante imprudenze aveva commesso quell’uomo avanti che le buttasse la prima lettera e dopo! Ora le notava; ora se ne sentiva offesa. Quelle tendine delle finestre dirimpetto non avevano requie: or sollevate, ora d’un tratto abbassate; e certe subitanee scomparse dalla finestra, e certi segni del capo e delle mani.... Ed